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Per iniziare · · 10 min di lettura

Che cos’è l’automazione delle attività su PC? Guida completa per principianti

Il lavoro al computer è in realtà pieno di «ripetizioni delle stesse operazioni»: aprire ogni mattina le e-mail e rispondere con un testo predefinito, copiare numeri da più sistemi e riunirli in una tabella, oppure rinominare i file scaricati e distribuirli nelle varie cartelle. Anche se ogni attività richiede solo pochi minuti, accumulandosi giorno dopo giorno e settimana dopo settimana può arrivare a occupare decine, e talvolta centinaia, di ore all’anno. L’automazione delle attività su PC è un approccio e una tecnologia che affida al software queste «ripetizioni di procedure prestabilite», permettendovi di recuperare tempo e concentrazione per il lavoro che conta davvero.

Sentendo parlare di «automazione», potreste pensare a qualcosa di difficile che richiede programmazione e conoscenze specialistiche. Oggi, però, sono sempre più numerosi gli strumenti che consentono di iniziare senza scrivere neppure una riga di codice, semplicemente registrando le operazioni eseguite sullo schermo. Evitando per quanto possibile i termini tecnici, questo articolo spiega che cosa si può fare concretamente con l’automazione, da quali attività conviene partire e come muovere il primo passo senza incontrare ostacoli.

Che cos’è, in sostanza, «l’automazione delle attività su PC»?

L’automazione delle attività su PC consiste nel far eseguire a un software le operazioni che una persona svolge normalmente con mouse e tastiera. Il meccanismo più comune è la cosiddetta «macro», che registra i clic e le pressioni dei tasti per poi riprodurli esattamente. Per esempio, registrando una volta la sequenza «apri l’applicazione → premi un pulsante specifico → inserisci un testo predefinito → salva», dalla volta successiva sarà possibile completare all’istante la stessa attività premendo un solo pulsante o usando un’unica scorciatoia da tastiera.

L’automazione si sviluppa su più livelli. Si parte dalla semplice registrazione e riproduzione delle azioni; acquisendo esperienza, è poi possibile integrare condizioni come «se il saldo è zero, salta l’elaborazione» oppure cicli come «ripeti la stessa elaborazione per tutte le righe dell’elenco». Negli ultimi anni sono comparsi anche sistemi in cui basta impartire istruzioni in linguaggio naturale a un assistente AI perché l’AI controlli il vostro PC. L’automazione offre quindi un’ampia gamma di possibilità, dall’approccio iniziale in cui è sufficiente «registrare» fino alle applicazioni avanzate capaci di «prendere decisioni intelligenti».

Che cosa si può fare concretamente con l’automazione

L’automazione può gestire in generale tutte le «attività manuali» che si svolgono interamente sullo schermo. Per citare alcuni esempi rappresentativi, quasi tutte le attività seguenti possono essere automatizzate.

  • Copiare e incollare dati tra applicazioni e browser
  • Inviare e-mail predefinite o messaggi di chat
  • Ridenominazione in blocco dei file e suddivisione in cartelle
  • Inserimento ripetuto di dati nei moduli Web
  • Creazione di report standard ogni mattina e ogni settimana
  • Controllo di routine eseguito premendo in sequenza i pulsanti sullo schermo

D’altra parte, esistono anche attività poco adatte all’automazione. Le attività il cui contenuto cambia notevolmente ogni volta, quelle incentrate sul giudizio o sulla creatività umana e quelle, come le trattative, il cui esito varia in base all’interazione con la controparte non sono adatte a essere automatizzate così come sono. Tuttavia, una combinazione in cui «la persona si occupa soltanto della parte decisionale, mentre le procedure standard che la precedono e la seguono vengono automatizzate» può risultare efficace in molti ambiti lavorativi. Il segreto non è cercare di automatizzare tutto, ma isolare soltanto le «parti già definite».

Da quali attività conviene iniziare l’automazione?

I criteri per individuare le attività da automatizzare per prime sono semplici: «si presentano frequentemente», «seguono una procedura definita» e «non richiedono quasi alcuna valutazione». Più un’attività soddisfa queste tre condizioni, maggiore sarà il rapporto costi-benefici dell’automazione. Al contrario, iniziando da un’attività svolta soltanto una volta al mese o la cui procedura cambia ogni volta, l’impegno richiesto dalla preparazione potrebbe non essere giustificato, rendendo più facile scoraggiarsi.

Se siete indecisi, provate a verificare se riuscite a «spiegare la procedura a un collega in una sola frase». Se potete riassumerla dicendo «basta aprire la schermata A, copiare questa colonna, incollarla nella schermata B e salvare», quasi certamente l’attività può essere automatizzata. La scelta giusta è iniziare da quella singola attività che durante la giornata trovate più «seccante». Una volta constatati i risultati, passerete naturalmente alla seconda e alla terza attività.

Differenze tra macro, script e integrazione con l’AI

Quando si cercano informazioni sugli strumenti di automazione, è facile imbattersi in termini come «macro», «script», «RPA» e «integrazione con l’AI» e sentirsi confusi. Facciamo quindi chiarezza. Una macro è il metodo più semplice: registra le operazioni e le riproduce in seguito. Non richiede programmazione, quindi è possibile iniziare a usarla già oggi. Uno script, invece, utilizza elementi di programmazione come condizioni, cicli e variabili per modificare il proprio comportamento in base alla situazione. Offre maggiore flessibilità rispetto a una macro, ma richiede di imparare una sintassi semplice.

RPA indica spesso una piattaforma su larga scala che consente di gestire centralmente numerosi robot di automazione nell’intera azienda e può quindi essere sovradimensionata per un singolo utente. L’integrazione con l’AI (per esempio tramite MCP) rappresenta invece l’approccio più recente: basta chiedere in linguaggio naturale a un assistente AI come ChatGPT o Claude di «svolgere questa attività» e l’AI richiamerà ed eseguirà le macro o gli script necessari. L’aspetto importante è che questi approcci non sono in contrasto tra loro, ma possono essere adottati gradualmente in base alle esigenze. È quindi possibile seguire un percorso di crescita: iniziare con le macro, aggiungere gli script quando necessario e infine affidare le attività all’AI.

È necessario saper programmare?

In breve, per iniziare non serve saper programmare. Gli strumenti moderni come makuroku registrano le operazioni tramite la GUI, ossia i pulsanti e i menu sullo schermo, e avviano l’automazione premendo semplicemente il pulsante di riproduzione. Il processo intuitivo «registra → riproduci» è sufficiente per consentire a chiunque di creare la propria prima automazione.

Quando diventano utili, allora, le conoscenze di programmazione? Quando si desidera automatizzare un’attività le cui condizioni cambiano leggermente a ogni esecuzione. Per esempio, se il numero di righe da elaborare varia di giorno in giorno o se si vuole eseguire un’operazione diversa solo in determinate condizioni, gli script che utilizzano cicli e diramazioni condizionali danno il meglio di sé. Anche in questo caso, però, non è necessario partire da una pagina vuota. Si possono prima registrare le operazioni, convertirle in uno script modificabile e intervenire soltanto sui punti necessari. «Creare lo scheletro con la registrazione e completarlo con lo script»: con questo metodo, anche chi non ha mai programmato può progredire gradualmente senza difficoltà.

Precauzioni da conoscere prima di iniziare ad automatizzare

L’automazione è comoda, ma richiede alcune precauzioni. Innanzitutto, le macro registrate operano spesso in base alla «posizione visibile». Se cambiano la posizione o le dimensioni della finestra oppure la risoluzione dello schermo, potrebbero quindi fare clic nel punto sbagliato. Per evitarlo, si può massimizzare la finestra prima della registrazione, utilizzare la modalità a coordinate relative oppure ricorrere al riconoscimento delle immagini per fare clic in base all’aspetto visivo.

Inoltre, poiché questi strumenti monitorano e inviano input, alcuni software di sicurezza potrebbero mostrare un avviso. Scaricate lo strumento da una fonte affidabile e, se necessario, configurate un’eccezione. L’aspetto più importante è che l’automazione esegue le operazioni «rapidamente, con precisione e tutte le volte che serve». Se si automatizza una procedura errata senza correggerla, anche gli errori verranno riprodotti in massa ad alta velocità. Per sicurezza, iniziate con pochi test a velocità ridotta e passate all’uso effettivo soltanto dopo aver verificato che tutto funzioni come previsto.

Tre vantaggi dell’automazione

Si tende a pensare che l’unico vantaggio dell’automazione sia il «risparmio di tempo», ma in realtà i suoi effetti sono molto più articolati. Si possono suddividere principalmente in tre categorie. La prima è naturalmente il tempo. Un’attività di cinque minuti svolta tre volte al giorno, cinque giorni alla settimana, supera le 60 ore all’anno. Se l’automazione la riduce a pochi secondi, tutto quel tempo può essere dedicato ad altri lavori. La seconda è la precisione. Quando si è stanchi o di fretta, può capitare di dimenticare di copiare qualcosa o di incollarlo in modo errato. L’automazione riproduce esattamente la stessa procedura a ogni esecuzione, riducendo così gli errori umani.

Il terzo vantaggio, spesso trascurato, è la «liberazione dalla stanchezza mentale». Le attività ripetitive e monotone non si limitano a sottrarre tempo, ma consumano silenziosamente anche concentrazione ed energie. Liberarsi dal piccolo stress del pensiero «quel lavoro è ancora da fare» crea spazio mentale e permette di dedicarsi alle attività che richiedono davvero ragionamento. L’automazione protegge quindi non soltanto il vostro tempo, ma anche l’attenzione, una risorsa limitata.

Luoghi comuni sull’automazione

Molte persone che non riescono a compiere il primo passo verso l’automazione sono frenate da alcuni pregiudizi. Uno è la convinzione che «senza conoscenze specialistiche sia impossibile». Come già detto, oggi esistono strumenti con cui si può iniziare semplicemente registrando le operazioni e la programmazione non è indispensabile. Un altro timore è che «la preparazione richieda troppo tempo e finisca per essere inefficiente». È vero che la prima registrazione richiede qualche minuto, ma se l’attività viene ripetuta centinaia di volte all’anno, l’investimento si ripaga rapidamente. Il criterio di valutazione è il confronto tra «tempo di preparazione una tantum e tempo di lavoro totale annuale».

Anche l’idea che «non abbia senso automatizzare le piccole attività» è un luogo comune. In realtà, quanto più un’attività è piccola ma frequente, tanto più i vantaggi dell’automazione si accumulano. Persino un’operazione di soli 30 secondi supera le 30 ore all’anno se viene eseguita 20 volte al giorno. Non sottovalutate quindi le attività che richiedono «solo pochi minuti»: iniziare da un singolo caso quotidiano è il segreto principale per automatizzare con successo. Invece di puntare subito a un’automazione perfetta, partite in piccolo e fatela crescere mentre la utilizzate — questo approccio è il segreto per ottenere risultati duraturi.

Estendere l’automazione al team e al futuro

Dopo aver automatizzato le proprie attività e averne constatato i vantaggi, viene naturale chiedersi: «Non potremmo usare questo sistema anche nel team?». Condividendo le macro o gli script creati con i colleghi che svolgono le stesse mansioni, i benefici si moltiplicano per il numero di utenti. Molti strumenti di automazione dispongono di una funzione di «Esportazione/Importazione», che consente di esportare un’automazione e importarla su un altro PC. In questo modo, il proprio know-how può diventare una risorsa per l’intero team.

Quando si condividono le macro, è importante assegnare loro nomi e descrizioni chiari. Se è possibile capire a colpo d’occhio che cosa fa un’automazione, chi la riceve potrà usarla immediatamente. Inoltre, per semplificare la manutenzione in caso di modifiche alle procedure, è bene suddividere i processi complessi in più macro di piccole dimensioni: in questo modo basterà correggere solo alcune parti. Un’automazione nata per migliorare l’efficienza personale può finire per diventare il metodo di lavoro standard del team: un’evoluzione del genere non è affatto irrealistica.

Guardando al futuro, è importante anche l’espandibilità dello strumento scelto all’inizio. Oggi potrebbe bastare la sola registrazione, ma il mese prossimo potrebbero servire gli script e tra sei mesi un’integrazione con l’AI. Passare ogni volta a uno strumento diverso sarebbe molto impegnativo. Scegliendo uno strumento che, nello stesso ambiente, possa evolvere dalla registrazione agli script, alla pianificazione e all’integrazione con l’AI, sarà possibile sfruttare gradualmente nuove funzioni man mano che crescono le proprie esigenze.

Domande frequenti sull’automazione

Rispondiamo in anticipo ad alcune domande frequenti di chi desidera iniziare con l’automazione. «Installare uno strumento di automazione rallenterà il PC?» — In linea di massima, gli strumenti di automazione funzionano solo durante l’esecuzione e quindi non appesantiscono costantemente il PC. Molti sono progettati per essere leggeri e non incidono quasi mai sulle attività quotidiane.

«Che cosa succede se un’attività automatizzata fallisce durante l’esecuzione?» — Con una semplice registrazione e riproduzione, il processo può interrompersi in situazioni impreviste. Tuttavia, aggiungendo la gestione degli errori negli script e meccanismi che attendono un determinato stato dello schermo, è possibile affrontare una certa quantità di imprevisti. Non puntate alla perfezione fin dall’inizio: è più realistico eseguire concretamente l’automazione e rafforzare poco alla volta i punti in cui si verificano problemi.

«La sicurezza è garantita?» — Dipende da come è progettato lo strumento. L’ideale è scegliere uno strumento che memorizzi localmente sul dispositivo tutti i dati registrati e non li invii automaticamente al cloud. Se nel lavoro si trattano informazioni riservate, è indispensabile verificare questo aspetto. Procurandosi lo strumento da una fonte affidabile e configurando, se necessario, un’eccezione nel software di sicurezza, sarà possibile utilizzarlo tranquillamente.

Il primo passo: come iniziare già oggi

Dopo aver letto fin qui, non resta che passare alla pratica. La procedura consigliata è la seguente. Innanzitutto, scegliete una sola «attività noiosa» che ripetete ogni giorno. In secondo luogo, avviate lo strumento di automazione, iniziate la registrazione ed eseguite manualmente quell’attività una volta, come fate di solito. In terzo luogo, interrompete la registrazione, riproducetela e verificate che funzioni come previsto. Se qualcosa non funziona bene, correggetelo modificando leggermente i passaggi interessati. È tutto: la vostra prima automazione è pronta.

makuroku è esattamente uno strumento di automazione gratuito per Windows con cui è possibile seguire questo processo così com’è. Oltre alla registrazione e alla riproduzione tramite GUI, una volta acquisita familiarità si possono creare diramazioni condizionali e cicli con gli script SCR oppure controllare lo strumento da Claude e altre soluzioni grazie all’integrazione AI(MCP). Le sue funzionalità possono quindi crescere insieme alle vostre competenze. Poiché tutte le funzioni possono essere provate gratuitamente, iniziate oggi stesso automatizzando senza rischi l’attività che vi è sembrata più noiosa. Quando anche un solo lavoro riesce a «procedere senza il vostro intervento», cambia la percezione stessa del modo di lavorare.

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