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IA e MCP · · 10 min di lettura

Controllare il PC con l’AI | Introduzione all’automazione tramite integrazione MCP

Finora, automatizzare significava «predisporre in anticipo una procedura e poi eseguirla». Si registrava una macro, si scriveva uno script e si premeva un pulsante per avviarli: il ruolo principale spettava sempre alla persona, mentre l’AI si limitava tutt’al più ad aiutare nella scrittura di testi. Negli ultimi anni, però, è nato un meccanismo che cambia radicalmente questo rapporto: MCP (Model Context Protocol). Con MCP, gli assistenti AI come Claude possono richiamare e controllare direttamente gli strumenti presenti sul tuo PC.

In altre parole, basta chiedere in chat con parole naturali: «Riepiloga le vendite di ieri e prepara il solito rapporto». L’AI richiamerà il tuo strumento di automazione ed eseguirà concretamente la macro. Un mondo del genere sta diventando realtà. Questo articolo spiega, senza richiedere conoscenze tecniche, che cos’è MCP, perché cambia radicalmente l’automazione e come collegarlo per provarlo sul proprio PC.

Che cos’è MCP?

MCP (Model Context Protocol) è un «insieme di regole comuni (protocollo)» che consente agli assistenti AI di richiamare strumenti e applicazioni esterni. Finora, l’AI poteva sostanzialmente soltanto leggere testi e rispondere con altri testi. MCP supera questa barriera, permettendo all’AI di impartire a uno strumento reale l’istruzione «Esegui questa operazione» e di riceverne il risultato.

Quando un’applicazione mette a disposizione un «server MCP», l’AI può riconoscere l’elenco delle operazioni disponibili. Nel caso di uno strumento di automazione, ad esempio, vedrà azioni come «esegui una macro», «avvia uno script» o «inizia una registrazione». A quel punto, l’AI deve soltanto scegliere e richiamare l’operazione più adatta all’intento dell’utente. Una semplice richiesta in chat viene trasformata in clic e operazioni reali sullo schermo: questa è l’essenza di MCP.

Perché MCP cambia l’automazione

Le macro tradizionali avevano un punto debole: l’utente doveva ricordare la funzione di ciascuna macro. Più il loro numero aumentava, più diventava laborioso trovare ed eseguire quella desiderata. MCP risolve questo problema. Basta esprimere l’obiettivo in linguaggio naturale e l’AI sceglierà la macro o lo script corrispondente all’intento dell’utente.

Un aspetto ancora più importante è che l’AI può «generare ed eseguire al momento un nuovo script». Anche quando viene richiesta un’operazione non prevista dalle macro esistenti, l’AI può creare uno script SCR a partire dalla richiesta in linguaggio naturale, eseguirlo, leggerne il risultato e correggerlo autonomamente se qualcosa non funziona, gestendo quindi l’intero processo. È una forma di automazione completamente nuova e rappresenta un enorme passo avanti rispetto a un elenco fisso di macro registrate. Si passa dal concetto di «velocizzare attività prestabilite» a quello di «dire di volta in volta cosa si vuole fare e lasciare che il sistema agisca».

Cosa si può fare con l’integrazione MCP

Grazie all’integrazione MCP, ad esempio, è possibile eseguire le seguenti operazioni semplicemente conversando in modo naturale.

  • Chiedere «Crea il mio solito rapporto del mattino» per far eseguire una macro
  • Dare in linguaggio naturale l’istruzione «Rinomina tutte le immagini in questa cartella»
  • Far creare ed eseguire sul momento dall’AI uno script per un’operazione non presente nelle macro esistenti
  • Far controllare all’AI il risultato dell’esecuzione e, in caso di problemi, farlo correggere ed eseguire di nuovo

Tutte queste operazioni possono essere svolte come naturale prosecuzione del dialogo con l’AI. Non occorre aprire una schermata di gestione dedicata per cercare una macro, né ricordarsi ogni volta impostazioni complesse. L’esperienza per cui «basta chiedere e funziona» riduce notevolmente la barriera d’accesso all’automazione.

Provare concretamente la connessione

Per provare l’integrazione MCP è necessario un client AI compatibile con MCP, come Claude Desktop o Cursor. Basta poi disporre di uno strumento di automazione dotato della funzione di server MCP. makuroku integra questo server MCP fin dall’inizio e mette a disposizione dell’AI 18 strumenti che coprono registrazione, riproduzione, script e altre funzioni.

La connessione è molto semplice. Quando si avvia makuroku, il server MCP parte automaticamente. Basta copiare l’URL di connessione dalla scheda «MCP» della schermata delle impostazioni e incollarlo nel file di configurazione del client AI. Una volta acquisita familiarità, la connessione richiede meno di un minuto. Inoltre, questa funzione può essere utilizzata fino a 20 volte al mese anche con il piano gratuito, consentendo di sperimentare senza rischi l’automazione guidata dall’AI prima di adottarla su larga scala.

Scenari concreti di utilizzo dell’integrazione MCP

L’integrazione MCP esprime tutto il suo potenziale quando si desidera affidare «attività ogni volta leggermente diverse». Per un’attività completamente prestabilita è sufficiente eseguire una macro tradizionale tramite una scorciatoia. È invece difficile preparare in anticipo una macro per richieste le cui condizioni cambiano di volta in volta, come «Oggi rinomina soltanto i file con estensione png in questa cartella». È qui che emerge il valore dell’AI, capace di comprendere la richiesta e costruire sul momento uno script adeguato.

Anche le attività che richiedono decisioni articolate su più passaggi si prestano bene al dialogo con l’AI. È possibile esprimere con parole naturali richieste che includono diramazioni in base alla situazione, ad esempio: «Se si verifica un errore, controllane il contenuto; se puoi risolverlo, correggilo, altrimenti informami». L’AI interpreta i risultati dell’esecuzione, apporta autonomamente le correzioni necessarie e, in caso di dubbi, chiede conferma a una persona. Questa «automazione che procede in collaborazione con l’essere umano» rappresenta un modo di lavorare completamente nuovo, assente nelle macro tradizionali.

Sicurezza e precauzioni quando si affidano attività all’AI

Il fatto che l’AI possa controllare direttamente un PC è comodo, ma richiede anche prudenza. Innanzitutto, è importante sapere al server MCP di quale applicazione si è connessi e utilizzare solo strumenti affidabili. Le operazioni accessibili all’AI sono limitate alle funzioni offerte dallo strumento, quindi sapere che cosa può e non può fare consente di utilizzarla con maggiore tranquillità.

Inoltre, le operazioni irreversibili — come l’eliminazione definitiva dei file, l’invio di dati all’esterno o i pagamenti — non dovrebbero essere affidate interamente all’AI. È più sicuro adottare una procedura che preveda la conferma di una persona prima dell’esecuzione. In molti casi, il sistema può essere progettato per richiedere una conferma prima delle operazioni importanti. Nei lavori che coinvolgono informazioni riservate, è inoltre opportuno verificare dove vengono archiviati e inviati i dati. Scegliere uno strumento come makuroku, progettato per salvare localmente sul dispositivo i dati registrati senza inviarli automaticamente al cloud, permette di ridurre queste preoccupazioni. Sfruttare la comodità dell’AI mantenendo il controllo umano nei passaggi cruciali: questo equilibrio è la chiave per utilizzare con serenità l’integrazione con l’AI.

Come scegliere tra automazione tradizionale e integrazione con l’AI

L’integrazione con l’AI è interessante, ma affidarle tutte le attività non è sempre la scelta migliore. Le macro e gli script tradizionali, da un lato, e l’integrazione con l’AI, dall’altro, hanno ciascuno i propri ambiti ideali. Per un’attività di routine eseguita ogni giorno seguendo esattamente gli stessi passaggi, avviare una macro preparata in anticipo tramite una scorciatoia o una pianificazione è più rapido, affidabile e senza costi aggiuntivi. Non è necessario coinvolgere appositamente l’AI in un’attività completamente predefinita.

L’integrazione con l’AI dà invece il meglio di sé nelle attività il cui contenuto cambia leggermente di volta in volta o che richiedono più decisioni. È sufficiente formulare la richiesta in linguaggio naturale perché l’AI costruisca in modo flessibile il processo più adatto alla situazione. Questa flessibilità è particolarmente utile per le attività in cui è difficile predisporre in anticipo tutti i possibili scenari. I due approcci, dunque, non sono in competizione, ma si completano a vicenda. Affidare le parti ripetitive a macro affidabili e lasciare all’AI quelle variabili o che richiedono decisioni è la ripartizione più efficiente nella pratica.

È importante non riporre una fiducia eccessiva nell’AI considerandola una «scatola magica». L’AI può esprimere le proprie capacità solo quando dispone di una base di automazione affidabile: macro registrate e script verificati. Se la base è solida, l’AI può combinarli e coordinarli in modo intelligente; senza di essa, ciò che l’AI può fare da sola rimane limitato. Il percorso più sicuro consiste quindi nell’imparare prima le funzioni di registrazione e gli script di base, per poi aggiungere su queste fondamenta l’integrazione con l’AI.

Che cosa serve per iniziare l’integrazione MCP

Per avviare concretamente l’integrazione MCP servono due elementi principali. Il primo è un client AI compatibile con MCP, ossia un’applicazione come Claude Desktop o Cursor in grado di richiamare strumenti esterni tramite MCP. Il secondo è uno strumento dotato della funzione di server MCP, vale a dire l’applicazione che verrà controllata dall’AI. Solo quando sono presenti entrambi gli elementi può funzionare l’integrazione in cui l’AI controlla il PC.

La procedura di connessione è più semplice di quanto si possa pensare. Basta avviare lo strumento di automazione e inserire le informazioni di connessione visualizzate — URL o token — nel file di configurazione del client AI. Dopo questa configurazione iniziale, sarà possibile richiamare lo strumento in modo naturale durante le conversazioni con l’AI. Può sembrare complicato, ma seguendo la guida ufficiale anche chi lo fa per la prima volta riesce generalmente a connettersi in pochi minuti.

Nuovi modi di lavorare grazie all’integrazione con l’AI

Quando l’AI può controllare direttamente un PC, cambia il modo stesso in cui ci rapportiamo all’automazione. Finora era l’essere umano a decidere che cosa automatizzare, strutturare i passaggi ed eseguirli. Con l’integrazione dell’AI, invece, basta indicare il risultato che si desidera ottenere e sarà l’AI a elaborare il modo per raggiungerlo. Questa inversione dei ruoli riduce notevolmente la barriera d’accesso all’automazione.

Per esempio, finora le attività “non abbastanza importanti da giustificare l’automazione, ma comunque discretamente seccanti” tendevano a rimanere manuali. Questo perché creare una macro sembrava richiedere più lavoro dell’attività stessa. Con l’integrazione dell’AI, invece, basta chiedere sul momento: “Occupati di questo”. Poiché la preparazione è pressoché nulla, diventa facile affidarle persino le “piccole attività” che prima restavano escluse dall’automazione. L’automazione sta passando dall’essere prerogativa di pochi appassionati a diventare uno strumento quotidiano per tutti — e l’integrazione MCP è la porta d’ingresso a questa trasformazione.

Un esempio concreto che combina AI e automazione tradizionale

Vediamo con un esempio concreto che cosa si può fare combinando l’integrazione dell’AI con l’automazione tradizionale. Supponiamo che una persona debba aggregare ogni settimana i file Excel ricevuti da diversi partner commerciali. Il formato varia leggermente da un partner all’altro, quindi la stessa macro non riesce a gestire completamente tutti i casi. D’altra parte, anche preparare una macro specifica per ciascun partner sarebbe molto impegnativo.

È qui che entra in gioco l’integrazione dell’AI. Chiedendo all’AI: “Aggrega i file Excel di questa cartella e inseriscili nel solito rapporto”, l’AI ne controlla il contenuto, gestisce le differenze di formato e costruisce un processo adatto alla situazione. Dopo l’aggregazione, la parte standardizzata, cioè “generare il rapporto nel formato prestabilito”, viene eseguita da una macro preparata in anticipo, che l’AI richiama e avvia. Le parti variabili vengono gestite con flessibilità dall’AI, mentre quelle fisse sono affidate a una macro sicura: si realizza così una suddivisione ideale dei ruoli.

Il punto di forza di questa combinazione è che si adatta perfettamente alle attività frequenti nel lavoro quotidiano, che sono “ogni volta un po’ diverse, ma sostanzialmente uguali”. Anche le attività rimaste manuali perché impossibili da standardizzare completamente possono essere automatizzate combinando la flessibilità dell’AI con l’affidabilità delle macro. L’integrazione dell’AI apre nuove possibilità in ambiti finora considerati “difficili da automatizzare”.

Naturalmente, anche per un’integrazione così avanzata non è necessario puntare subito alla perfezione. Si può iniziare preparando una macro di base, renderla poi richiamabile tramite l’integrazione dell’AI e ampliare gradualmente “l’ambito affidato all’AI”. Con questo approccio progressivo è possibile fare propria, senza sforzi eccessivi ma con costanza, una nuova forma di automazione basata sulla collaborazione con l’AI.

Il futuro dell’automazione e MCP

Da quando gli assistenti AI possono controllare direttamente il PC, l’automazione sta passando dall’essere “qualcosa che realizzano gli esperti” a “qualcosa che tutti possono usare conversando”. Tuttavia, anche quando si affida un compito all’AI, dietro le quinte serve comunque una base di automazione affidabile — macro registrate e script verificati. L’AI è infatti il direttore d’orchestra, mentre è questa base a eseguire concretamente le operazioni.

Riunendo in un’unica applicazione la registrazione tramite GUI, gli script SCR e l’integrazione dell’AI mediante MCP, makuroku consente anche ai singoli utenti di iniziare gratuitamente a usare un’automazione in cui “l’AI dirige e una base affidabile agisce”. Per cominciare, collegate l’integrazione MCP con il piano gratuito e chiedete all’AI: “Esegui il solito lavoro”. Potrete provare la sensazione di vedere il vostro PC mettersi in azione unicamente attraverso il dialogo.

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